SANITÀ LOMBARDA: PIÙ ASSUNZIONI, MA LE DIMISSIONI CONTINUANO A CRESCERE. LA VERA SFIDA È TRATTENERE IL PERSONALE.
PAVIA – La Lombardia continua ad assumere personale sanitario, ma continua anche a perdere migliaia di professionisti. È questo il quadro che emerge dal report UIL Lombardia, rilanciato oggi dal Corriere della Sera, che evidenzia una crescita degli organici accompagnata, però, da un numero ancora elevato di dimissioni volontarie.
Nel 2024 il personale del Servizio Sanitario Regionale è aumentato rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, però, 4.188 dipendenti a tempo indeterminato hanno cessato il proprio rapporto di lavoro, un dato che dimostra come il problema non sia soltanto assumere nuovi professionisti, ma riuscire a trattenerli.
UN SEGNALE POSITIVO, MA NON SUFFICIENTE
«L’assunzione di nuove professionalità rappresenta certamente un segnale positivo, ma da sola non basta», evidenzia Daniele Ballabio, Segretario Generale della UIL FP Lombardia.
«Il rientro nei numeri della sanità pubblica lombarda mette in luce anche un altro aspetto: in molti casi chi si prende cura dei malati è esausto di turni, organizzazione del lavoro, carichi sempre più pesanti e della difficoltà di conciliare vita privata e professionale.»
Parole che fotografano una realtà che la UIL FP denuncia da tempo anche sul territorio pavese.
MONTEDURO: “SERVONO CONDIZIONI PER TRATTENERE IL PERSONALE”
Anche Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia, richiama l’attenzione su un punto fondamentale.
«Questo significa che il problema non è solo reclutare nuove lavoratrici e nuovi lavoratori, ma soprattutto mantenere ogni giorno in servizio chi opera negli ospedali, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali e nell’assistenza domiciliare. Se non si interviene subito, il rischio è che il Servizio Sanitario perda non solo numeri, ma competenze, esperienza e qualità dell’assistenza.»
A PAVIA LO DENUNCIAMO DA MESI
La UIL FP Pavia ha più volte evidenziato il fenomeno delle cessazioni nelle strutture sanitarie del territorio, portando dati concreti e chiedendo interventi strutturali.
Le assunzioni rappresentano una risposta necessaria, ma non possono essere considerate sufficienti se continuano ad aumentare le dimissioni e il disagio lavorativo.
INVESTIRE SUL PERSONALE SIGNIFICA INVESTIRE SULLA SANITÀ
Servono condizioni di lavoro sostenibili, valorizzazione economica e professionale, organici adeguati e una reale attenzione al benessere degli operatori.
Perché dietro ogni dimissione non c’è soltanto un numero.
C’è un professionista che lascia il servizio pubblico.
E ogni professionista che se ne va rappresenta una perdita per i cittadini, prima ancora che per le aziende sanitarie.