CHI CURERA' LA LOMBARDIA ? DIMISSIONI, CARENZA DI PERSONALE, CASE DI COMUNITA' E NUOVE SFIDE DELLA SANITA' PUBBLICA
INTRODUZIONE
Chi curerà la Lombardia tra dieci anni?
È una domanda semplice.
Ma forse è la domanda più importante che dovremmo iniziare a porci.
Chi assisterà i nostri genitori?
Chi si prenderà cura dei pazienti nei reparti.
Chi lavorerà nelle Case di Comunità?
Chi sceglierà di fare l’infermiere, l’OSS, l’ostetrica, il tecnico sanitario o il medico?
Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sulla difficoltà di assumere personale.
Eppure oggi il problema sembra essere diventato ancora più complesso.
Non basta trovare professionisti.
Bisogna convincerli a restare.
Bisogna rendere nuovamente attrattive professioni che negli anni hanno perso appeal, schiacciate tra responsabilità crescenti, stipendi spesso insufficienti, carichi di lavoro elevati e una crescente difficoltà nel conciliare vita privata e professionale.
Per questo UIL FP Pavia ha deciso di analizzare alcuni dati relativi alle cessazioni del personale sanitario nel territorio pavese.
Questo rapporto nasce dalla convinzione che la sanità pubblica non possa limitarsi a contare assunzioni, inaugurazioni o investimenti infrastrutturali.
Debba iniziare a interrogarsi sulla qualità del lavoro, sulla valorizzazione delle professioni e sulla capacità di immaginare il futuro.

Questi numeri non raccontano tutto.
Ma raccontano abbastanza da porci una domanda.
La sanità lombarda riesce ancora ad attrarre e trattenere i professionisti di cui ha bisogno?
Perché il tema non è soltanto quanti lavoratori entrano nel sistema.
Il tema è quanti scelgono di restare.
E soprattutto:
perché sempre più professionisti scelgono di andare altrove?
CAPITOLO 2
LA SANITÀ LOMBARDA A UN BIVIO
La Lombardia rappresenta da sempre uno dei sistemi sanitari più importanti del Paese.
Un modello studiato.
Spesso imitato.
Capace di attrarre professionisti, pazienti e investimenti.
Eppure oggi anche la nostra Regione si trova davanti a una domanda che fino a pochi anni fa sembrava impensabile:
chi curerà la Lombardia nel prossimo futuro?
Mentre aumentano i bisogni assistenziali e la popolazione invecchia, cresce la difficoltà nel reperire e trattenere professionisti sanitari.
Mancano infermieri.
Mancano medici.
Mancano OSS.
Mancano tecnici.
Ma soprattutto sembrano mancare sempre più persone disposte a immaginare il proprio futuro nella sanità pubblica.

CCNL SANITÀ 2025-2027
Il rinnovo del contratto nazionale rappresenta uno dei passaggi più importanti per il futuro del personale sanitario.
Gli operatori attendono risposte concrete su:
✓ recupero del potere d’acquisto;
✓ valorizzazione delle competenze;
✓ sviluppo professionale e di carriera;
✓ riconoscimento economico delle responsabilità;
✓ nuove tutele.
Per UIL FP il contratto dovrà essere uno strumento capace di rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie.
RAR: una partita ancora aperta
Le Risorse Aggiuntive Regionali hanno rappresentato negli anni uno strumento importante di valorizzazione economica del personale.
Molti operatori attendono oggi di conoscere:
- quale sarà il loro futuro;
- se verranno confermate;
- quale sarà il livello di investimento regionale;
- come si integreranno con il nuovo CCNL.

REGIONE LOMBARDIA: IL PRINCIPALE ATTORE DEL SISTEMA
Regione Lombardia è il principale attore del sistema sanitario regionale.
Negli ultimi anni ha investito risorse importanti:
✓ Case di Comunità;
✓ Ospedali di Comunità;
✓ nuove tecnologie;
✓ medicina territoriale;
✓ riorganizzazione dei servizi.
Ma oggi la sfida non riguarda soltanto le strutture.
Riguarda le persone.
Negli ultimi anni la Regione ha investito molto sui luoghi della sanità.
Oggi deve investire con la stessa determinazione sulle persone che quella sanità la fanno vivere ogni giorno.
Le Case di Comunità: rivoluzione o scatole vuote?
Una struttura sanitaria non è fatta di muri.
È fatta di persone.
Di infermieri.
Di medici.
Di OSS.
Di tecnici.
Di professionisti che ogni giorno scelgono di esserci.
E allora la domanda diventa inevitabile:
chi farà vivere queste strutture?
UIL FP Pavia lo sostiene da tempo:
Prima delle inaugurazioni servono gli organici.
Perché una Casa di Comunità senza professionisti rischia di essere un edificio moderno con problemi antichi.
CAPITOLO 3
IL TERRITORIO PAVESE
Le dimissioni che fanno riflettere.
Nei primi mesi del 2026 l’ASST Pavia ha registrato 59 dimissioni volontarie.
Tra queste:
- 19 infermieri
- 4 OSS;
- 4 fisioterapisti;
- 4 TSLB;
- 23 dirigenti medici e sanitari.

È facile fermarsi ai dati.
Più difficile è chiedersi cosa raccontino.
Perché dietro ogni dimissione c’è una storia.
Ma quando il fenomeno coinvolge professioni differenti e si ripete nel tempo, è inevitabile interrogarsi.
CAPITOLO 4
IL CASO SAN MATTEO
ASSUMERE BASTA?
Il Policlinico San Matteo rappresenta una delle realtà sanitarie più importanti della Lombardia.
Nei primi cinque mesi del 2026 registra:
| MESE | CESSAZIONI | INFERMIERI |
| GENNAIO | 22 | 9 |
| FEBBRAIO | 15 | 10 |
| MARZO | 13 | 6 |
| APRILE | 22 | 8 |
| MAGGIO | 9 | 5 |
| TOTALE | 81 | 38 |

Il tema non è soltanto quante persone entrano.
Il tema è quante scelgono di restare.
CAPITOLO 5
PERCHÉ I GIOVANI SCELGONO ALTRO?
Passione e vocazione non bastano più.
Un giovane sceglie Infermieristica.
Studia.
Fa le notti.
Lavora a Natale.
Si assume responsabilità enormi.
Poi guarda:
- il suo stipendio;
- la qualità della vita;
- il privato;
- l’estero;
- i suoi amici.
E si pone una domanda.

È una domanda dura.
Ma è una domanda vera.
La sanità pubblica ha bisogno del loro talento.
Della loro passione.
Della loro voglia di fare.
Ma deve anche meritarsela.
CAPITOLO 6
LE CONCLUSIONI
Siamo partiti da una domanda.
E quella domanda è ancora qui.
Chi curerà la Lombardia tra dieci anni?
I numeri devono servire a capire.
Non a fare polemica.
Nei primi cinque mesi del 2026:
- ASST Pavia registra 59 dimissioni volontarie;
- il Policlinico San Matteo registra 81 cessazioni;
- il dibattito sulle Case di Comunità è aperto;
- il rinnovo del CCNL Sanità è in corso;
- il tema delle RAR rimane centrale;
- e sempre più giovani sembrano guardare altrove.
La storia che raccontano è una sola.
La storia di una sanità pubblica che sta cambiando.
E che deve decidere quale futuro immaginare per sé stessa.
Una scelta collettiva
La carenza di personale non può essere affrontata soltanto con nuovi concorsi.
Le Case di Comunità non possono vivere soltanto di investimenti infrastrutturali.
Il contratto nazionale, da solo, non può risolvere tutti i problemi.
Serve una visione.
Serve investire sulle persone.
La sanità del futuro non si costruisce inaugurando edifici.
Si costruisce facendo in modo che le persone scelgano ancora di curare.
Le parole del Segretario Generale UIL FP Pavia Andrea Galeppi
“La sanità pubblica non perderà la sua battaglia perché non trova professionisti.
La perderà se i professionisti continueranno a scegliere di andare altrove.
E questa non è una battaglia dei lavoratori.
Non è una battaglia dei sindacati.
È una sfida che riguarda tutti noi.”
CHI CURERÀ LA LOMBARDIA TRA DIECI ANNI?
La risposta dipende dalle scelte che faremo oggi.
Rapporto UIL FP Pavia 2026 - Primi cinque mesi
Perché la sanità non è fatta di muri. È fatta di persone.
