POLIZIA PENITENZIARIA - VIGEVANO NON È UN CASO ISOLATO. È IL RIFLESSO DI UN PROBLEMA NAZIONALE.
Quando gli operatori della Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Vigevano denunciano criticità legate alla sicurezza e alle condizioni delle strutture, non stanno cercando visibilità.
Stanno facendo il loro dovere.
Un dovere che nasce dalla responsabilità verso i colleghi, verso l’Amministrazione Penitenziaria e verso i cittadini.
Le problematiche segnalate presso l’istituto di Vigevano meritano attenzione e risposte concrete. Non perché riguardino un singolo carcere, ma perché rappresentano criticità che si ritrovano, con modalità diverse, in numerose realtà penitenziarie italiane.
Ed è proprio da qui che bisogna partire.
Perché Vigevano non è un caso isolato.
È il riflesso di un sistema che da troppo tempo vive una condizione di emergenza permanente.
Le carceri italiane ospitano oggi oltre 64.000 detenuti a fronte di una capienza effettiva di circa 46.000 posti. Il sovraffollamento continua a crescere, mettendo sotto pressione strutture, personale e organizzazione.
A questo si aggiunge una cronica carenza di organico e un numero sempre più elevato di episodi di violenza e aggressioni nei confronti della Polizia Penitenziaria.
Dietro questi numeri non ci sono statistiche.
Ci sono persone.
Ci sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono legalità, sicurezza e ordine all’interno degli istituti penitenziari.
Ci sono lavoratrici e lavoratori che operano in contesti complessi, spesso con risorse insufficienti, assumendosi responsabilità enormi e affrontando situazioni che pochi conoscono realmente.
Per questo la UIL FP Pavia esprime piena vicinanza agli operatori della Casa di Reclusione di Vigevano e a tutto il personale della Polizia Penitenziaria.
Non servono parole di circostanza.
Servono investimenti.
Servono assunzioni.
Servono interventi strutturali.
Servono risposte concrete.
Perché non può esistere una politica della sicurezza che si ricordi delle carceri soltanto quando accade qualcosa di grave.
Le carceri sono un presidio dello Stato.
La Polizia Penitenziaria rappresenta lo Stato.
E chi rappresenta lo Stato non può essere lasciato da solo ad affrontare problemi che si trascinano da anni.
Ecco le dichiarazioni del Segretario Geenrale UIL FP Pavia Andrea Galeppi:
"La sicurezza è buona per i convegni.È buona per i talk show.È buona per le campagne elettorali.Poi però, quando c’è da investire nelle carceri, quando c’è da mettere mano alle strutture, quando c’è da assumere personale e garantire condizioni di lavoro dignitose, improvvisamente cala il silenzio.E quel silenzio pesa.Pesa sulle spalle di chi ogni giorno indossa una divisa.Pesa su chi entra in carcere sapendo che dovrà affrontare tensioni, criticità e responsabilità enormi.Pesa su chi continua a fare il proprio dovere anche quando lo Stato sembra dimenticarsi di lui. Noi non ci stiamo. Perché dietro quelle mura non ci sono soltanto detenuti. Ci sono donne e uomini che garantiscono la sicurezza di tutti. E una Nazione che pretende sicurezza deve avere il coraggio di investire su chi la sicurezza la costruisce ogni giorno. La sicurezza non nasce dagli slogan. La sicurezza non nasce dalle promesse.La sicurezza nasce dal rispetto. E il rispetto si misura con i fatti"
UIL FP Pavia sarà sempre al fianco della Polizia Penitenziaria. A Vigevano, in Lombardia e in tutta Italia.